Terapia Onde D’urto Piede, Spalla, Gomito

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Terapia Onde D’urto Piede, Spalla, Gomito

ONDE D’URTO PIEDE, SPALLA , GOMITO, TORINO

ONDE D’URTO – ONDEDURTOTORINO

Utilizzate dapprima in Urologia per i calcoli renali, da più di un decennio l’impiego delle onde d’urto si è ampiamente diffuso anche in ambito ortopedico – fisiatrico: il meccanismo d’azione delle onde d’urto su ossa, tendini e legamenti è profondamente diverso da quello esercitato sui calcoli renali.

Le formazioni calcifiche, che spesso si riscontrano in sede di tendini e legamenti infiammati, dopo il trattamento con onde d’urto (comunque non nella totalità dei casi trattati) possono scomparire; ciò non è legato ad un’azione meccanica diretta (di “rottura”), bensì ad un loro scioglimento, per attivazione di processi biochimici locali.

Anche a livello dell’osso (tessuto vivente “duro” per eccellenza), ai livelli di energie utilizzate oggi in campo terapeutico, più che delle vere e proprie microfratture, si è in grado di stimolare l’attività degli osteoblasti (cellule deputate alla formazione di nuovo tessuto osseo), favorendo i processi riparativi.

Patologie curate e risolte con le onde d’urto
cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni);
al gomito: epicondilite ed epitrocleite (“gomito del tennista” e “del golfista” rispettivamente);
tendine rotuleo nel ginocchio;
al piede: tendine di Achille,Fascite Plantare  infiammazione all’inserzione della fascia plantare (sperone calcaneare.)

In particolare: per tutte le patologie sopra elencate, i trattamenti sono ripetibili, in funzione del risultato clinico e strumentale, dopo adeguato periodo di osservazione.

Patologie curate e risolte con le onde d’urto

Cuffia dei rotatori è il termine usato in anatomia per indicare il complesso muscolo-tendineo della spalla che forma un importante mezzo di fissità e di stabilizzazione dell’articolazione scapolo-omerale. Il nome deriva dal fatto che i grandi tendini proteggono l’intera articolazione formando una vera e propria cuffia che avvolge la testa dell’omero.

L’ epitrocleite, comunemente conosciuta come “gomito del golfista”, è una sindrome dolorosa dovuta ad un sovraccarico o ad una degenerazione tendinea dei muscoli epitrocleari. Questi muscoli, che partono dall’epitroclea e si inseriscono sull’avambraccio, sul polso e sulla mano, servono a far ruotare la mano verso l’interno e a flettere il polso e le dita.

La patologia dell’ epitrocleite è la causa più frequente di dolore al gomito e colpisce le persone che praticano molto sport o un lavoro che implica l’utilizzo ripetitivo dell’avambraccio, soprattutto con gesti di flessione e pronazione (rotazione interna dell’avambraccio). A causa di questi movimenti ripetitivi, si può sviluppare un’infiammazione dolorosa che per guarire ha bisogno di una lunga terapia.

La tendinite del rotuleo è una patologia del ginocchio molto frequente e colpisce il tendine rotuleo maggiormente nel punto dove inizia, ovvero nella sezione inferiore della rotula. Il tendine rotuleo rientra nell’apparato estensore del ginocchio e quando il muscolo quadricipite si contrae, lo traziona insieme alla tibia e alla rotula, e il ginocchio si estende.

Questa patologia è molto frequente fra gli sportivi che praticano il basket, la pallavolo, il calcio, l’atletica leggera ed il sollevamento pesi. Sono tutti sport che necessitano uno sforzo ripetitivo del muscolo quadricipite che sollecita continuamente il tendine rotuleo fino a procurargli una lesione.

La fascite plantare è un’infiammazione della fascia plantare, ovvero il cordone fibroso che decorre in avanti dalla zona mediale del calcagno fino alla radice delle dita del piede. La fascia plantare, composta da tre parti – esterna, interna e media –, ha un ruolo essenziale nella trasmissione delle forze del tricipite surale alle dita e la sua visco-elasticità permette di restituire per dimensione elastica una grande quantità di energia ad ogni falcata o ad ogni salto. Si può manifestare a livello del calcagno, e viene in questo caso denominata fascite plantare prossimale, oppure a livello del mediopiede, in questo secondo caso viene denominata fascite plantare distale.

Nello sport, è un disturbo molto frequente tra chi pratica running, ma si presenta con regolarità anche tra gli sportivi che giocano a calcio, rugby, fa danza, atletica leggera e, in generale, in tutti quegli sport in cui i piedi sono sottoposti a sistematici impatti. Durante la fase di appoggio nel passo, nella corsa, e nel salto, la fascia plantare viene stirata in maniera significativa, soprattutto nella sua inserzione calcaneare.

 

2017-05-17T10:58:07+02:00 24 Ottobre, 2016|Senza categoria|